
Moda e musica sono da sempre due settori indissolubilmente legati, qualcuno potrebbe persino spingersi a dire che senza l’uno non esisterebbe l’altro. Un po’ di decenni fa ci saremmo stupiti davanti a un crossover di questo tipo, oggi invece sono più intrecciati che mai, quasi indistinguibili talvolta.
Nell’era dell’hype e delle collaborazioni in cui ci troviamo, se alla ricetta aggiungi l’ingrediente street, allora puoi star certo che questo connubio cade sempre in piedi.
Intendiamoci, sempre di business si parla: questioni di visibilità, manovre di marketing e comunicazione in comune accordo tra i brand. Però poi conosci la storia di Dr. Dre e delle sue Air Force 1 Low bianche, scopri che ne ha un paio nuovo per ogni giorno della settimana perchè per lui non c’è altra sneaker al mondo. In quel momento ti rendi conto che oltre a quegli intrecci, quei business, quelle strategie, batte un cuore a cui non interessa nulla di tutto ciò.
La collaborazione perfetta è quella in cui riescono a trasparire entrambe le parti, senza che una prevarichi sull’altra. Perché fa cultura, intrinsecamente ti racconta, ti fa conoscere e ti arricchisce; che ti fa quindi viaggiare, perché senza una delle due parti in gioco non avresti conosciuto cose lontane dalla tua quotidianità. Quella in cui moda e musica si incontrano per diventare arte. Per questo è nata una delle collaborazioni più riuscite della storia di Nike, quella con G-Dragon e il suo brand peaceminusone.

DALLA COREA DEL SUD CON FURORE
L’industria dell’intrattenimento ci sta portando a conoscere la cultura sud-coreana, effetto del grande successo di prodotti come la serie tv Squid Game (che ha fatto schizzare alle stelle la richiesta di Vans Slip-on bianche) e il K-pop, genere musicale che è cresciuto tanto da diventare una vera e propria sub-cultura internazionale.
G-Dragon deve il suo status proprio a questo genere. Spesso definito “Re del K-Pop”, è anche produttore discografico, imprenditore e fashion designer. A tredici anni diventa il più giovane rapper coreano e presto diventa il leader della boyband Big Bang, considerata come la più influente per quanto riguarda la diffusione a livello internazionale del K-pop. Dopo aver iniziato nel 2006 questo percorso di gruppo, nel 2013 pubblica il suo primo disco da solista contenente collaborazioni con Missy Elliot, Diplo e altri artisti occidentali.

Nel 2014 il suo spropositato successo locale e internazionale spinge il gruppo LVMH, multinazionale proprietaria di oltre settanta marchi tra cui Louis Vuitton e Dior, a investire 50 milioni di dollari nella YG Entertainment, etichetta discografica da cui è rappresentato. Il motivo è semplice: mentre la sua carriera musicale seguiva una parabola ascendente, lo stesso faceva la sua rilevanza a livello fashion. Fin dalle sue prime apparizioni G-Dragon ha sempre attirato l’attenzione su di sé per i suoi outfit eclettici e al passo con la moda, se non oltre. Questo lo ha portato a ricevere attenzioni da moltissimi brand e guadagnarsi le prime file a sfilate di Chanel, Saint-Laurent e Lanvin. La sua seconda vita da influencer, per certi aspetti, gli ha fatto guadagnare più riflettori della prima… tanto valeva trasformarla in qualcosa da ricordare.
Immagine Vogue
L’ALTRO LATO DI G-DRAGON
Dopo aver partecipato alla creazione di abbigliamento e accessori Ambush nel 2013, nel 2015 G-Dragon concepisce una creative experience chiamata “peaceminusone: Beyond the Stage” all’interno del museo d’arte di Seoul. Il senso della mostra è quello di trasmettere il concetto di pace dell’artista, approfondendo le sue percezioni e riflessioni riguardo alla natura umana. Con sfaccettature moderne e richiami alla pop culture, incorpora anche collaborazioni con altri artisti e oggetti di scena dai video dei Big Bang. Nel 2016, insieme al suo stilista Gee Eun, il brand si arricchisce di una collezione fashion composta da capi streetwear dalla chiara impronta orientale, utilizzando un logo stilizzato del brand e la ormai famosa margherita. L’anno successivo in concomitanza del tour musicale di G-Dragon vengono aperti dei pop-up store in tutto il mondo, facendo conoscere il brand oltreoceano e di conseguenza alle celebrità occidentali, come Bella Hadid. Ciò gli permette anche di aprire il brand a collaborazioni importanti, come quelle con Converse e Fragment, due pesi massimi del worldwide fashion.
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MAKE THAT SWOOSH KOREAN
Il progetto che sta contribuendo maggiormente alla rilevanza del brand è sicuramente quello intrapreso con Nike. G-Dragon sceglie l’Air Force 1, la silhouette più famosa di Beaverton, come tela per la sua opera chiamata “Para-Noise”. Il primo paio, con tomaia nera, esce a fine 2019 in 3 versioni: una global release con swoosh bianco, una release esclusiva coreana con swoosh rosso e una Friends & Family con swoosh giallo.

Indipendentemente dal colore del logo, i dettagli sono molti. Quello che colpisce a primo impatto sono i dettagli di vernice nera sui lati e sotto la suola, che contribuiscono a farla sembrare un paio indossato durante la creazione di un opera d’arte. Poi la margherita sulla linguetta, i grossi lacci, due pin per gli occhielli superiori e un packaging esclusivo. Tutti dettagli che in realtà distolgono l’attenzione da quello che c’è sotto. Infatti, la tomaia nera, con l’utilizzo, è destinata a rovinarsi lasciando intravedere l’opera d’arte nascosta di G-Dragon, già ripresa sullo shoebox. L’idea che ogni singolo paio si rovini in maniera diversa, lasciando intravedere l’opera nascosta in maniera differente, è proprio l’idea che volevano trasmettere i due brand. Ognuno si esprime in modo unico, compie un percorso unico e di conseguenza irripetibile.
Nel 2020 esce la Para-Noise 2.0, con gli stessi dettagli ma la palette invertita, quindi tomaia bianca e lacci neri. E nonostante l’opera nascosta sia la stessa, ci offre un’altra possibilità di creare la nostra personale esperienza artistica.

Nel 2021 invece la collaborazione prosegue con un paio inusuale per entrambi i brand, la Kwondo 1. Diversamente dalla colorway Family & Friends con swoosh colorati, questo modello ispirato alla scarpa classica Wingtip arriva in pelle bianca e incorpora i due loghi del brand sul tallone e sulla linguetta copri-lacci, che richiama da lontano le scarpe da golf. Una sneaker fuori dal tempo che come dice G-Dragon “nasce per abbattere gli stereotipi e sentirsi liberi di indossare quello che si preferisce”. Moda e musica che collaborano per creare arte e per trasmettere libertà. La ricetta funziona alla grande e ci ricorderemo di questa sneakers a lungo.