
Quando si parla di Chicago, sotto l’aspetto streetwear e sneakers, vengono in mente sempre due nomi: Kanye West e Virgil Abloh. Senza ombra di dubbio, i due hanno aperto la strada ad un ecosistema di creativi e designer con tanto da dire e dimostrare. Joe Freshgoods è uno di questi, che ha puntato sull’attivismo sociale attraverso i suoi vestiti. Salito alla ribalta grazie alle sue ultime collaborazioni con New Balance, il designer del West Side di Chicago ha raccolto consensi positivi sulla sua idea innovativa di vedere la cultura moderna, legata al concetto di un prodotto più che al marketing strategico.
Immagine Notre
Il rapporto creatosi con il colosso americano, culminato con la recente 990v3 “Outside Clothes” , rappresenta l’apice di un percorso creativo indipendente e legato alle radici con la città di Chicago. Difatti, Joe “Freshgoods” Robinson è uno del popolo, uno che è uscito dal quartiere con successo. L’obiettivo di Joe è sempre stato quello di venir visto come una persona genuina e pronta a coinvolgere le generazioni più giovani nei suoi progetti imprenditoriali e non.
Come lui ricorda spesso, Chicago gli ha dato tanto per farlo maturare. Perciò, si sta ponendo sempre più al servizio delle comunità più povere per aiutarle a trovare la propria strada. Lo scorso 19 luglio, in prima pagina sul Chicago Sun Times, ha dichiarato le proprie intenzioni con il progetto “Community Goods”, un’associazione nata per far avvicinare i ragazzi di Chicago sempre più all’arte e all’educazione culturale.

“Ho sempre voluto concentrarmi su quel ragazzo o ragazza normale, e ha funzionato per me. È per loro che creo cose”, ha dichiarato il creativo di Chicago a Complex nel 2019. Tutto ruota attorno a Chicago e alla spinta da voler dare ai giovani che lo guardano con interesse per i suoi lavori. Il suo messaggio spinge sui valori dell’integrità personale e il seguire la propria strada, nel bene e nel male.
Uno dei suoi primi articoli di successo è stato un semplice berretto che ha rilasciato nel 2012 con quattro parole: “I Wanna F*ck Rihanna”. Senza ricadere nell’aspetto politico, ha omaggiato la presidenza Obama – Chance the Rapper ha indossato sul palco la hoodie quando ha ricevuto il suo Grammy – con una collezione andata esaurita nel giro di pochi giorni.
Chance the Rapper. Immagine Fader
Il percorso di Joe Freshgoods non è fatto di certificazioni accademiche, scuole di moda costose o raccomandazioni di veterani del settore, piuttosto di una visione chiara sul creare qualcosa in modo indipendente. Questa prospettiva iniziale si sovrapponeva a quella a lungo termine, cioè creare un punto di riferimento per l’intera comunità di Chicago.
La sua esperienza, creativa e di business, si è forgiata lavorando per anni presso l’influente store Leaders 1354 con il suo futuro socio, Vic Lloyd. Lì, Joe inizia concretamente a capire come unire il retail e la cultura giovanile. Impara ciò che sarà il suo manifesto creativo: la personalità vende il prodotto, non l’hype. E in quel momento storico, il suo primo brand “Don’t Be Mad” vide la luce, come quelli dei suoi collaboratori più stretti: “We All We Got” e “Chicago Over Everything”, ad esempio.
Nel 2014, insieme a Lloyd, dà vita al Fat Tiger Workshop, uno store che unisce i brand emergenti di Chicago, offrendo panel sull’imprenditorialità e sul business dell’essere creativi. Freshgoods si conferma un uomo del popolo spendendo parte del suo tempo a parlare con chiunque entrasse nello store. Andando sul website dello store troviamo queste parole:
“Costruito con forza. Portato avanti dall’onore. L’idea alla base di Fat Tiger è più complessa di un semplice spazio di vendita. FTW è un veicolo, non solo per noi, ma per gli altri per esprimere le loro idee e visioni.”
Uno statement chiaro ed inclusivo al 100%. L’amore e la passione della comunità hanno posto le basi per la carriera di Freshgoods, perciò ha sempre fatto di tutto per ricambiare questo affetto.
Immagine Black Enterprise
Il momento della svolta è stato al ComplexCon 2019 tenutosi a Chicago. Il suo era uno di quegli stand poco conosciuti al grande pubblico, ma se era lì c’era un motivo ben chiaro. Non poteva mancare un’occasione così importante e passare inosservato. Attirò l’attenzione vendendo Converse Chucks contraffatte e ad altri prodotti firmati Don’t Be Mad. Dal 2016 circa, il bootlegging era il pane quotidiano di Freshgoods.
“Andavo nei negozi di scarpe locali, come Saint Alfred e Notre Shop… Quindi non era davvero difficile per me mettere le mani su qualsiasi paio, ma era una situazione in cui Notre Shop aveva 13 paia rimaste, le compravo e basta“, spiega Joe in un’intervista per Sneaker Freaker.
“Avevo bisogno di più, ma non riuscivo ad averne abbastanza, così mi hanno messo in contatto con un rappresentante della Converse. Penso che avessero sentito il mio nome, ma la gente come me non otteneva collaborazioni… Lo dico nel modo più umile possibile, quando guardo lo spazio, rappresento un certo tipo di persona. Sono super reale, sono super onesto, fino all’eccesso. Sono realista, vengo dal quartiere, sono di Chicago. La gente mi ha visto crescere”.
Immagine Solesavy
Nel giro di un anno, è stata Converse a contattarlo per una collaborazione ufficiale. Tutto quel tempo passato a creare, ricreare e progettare design storici, come la Chuck Hi 70, alla fine è diventato la rampa di lancio per l’ascesa di Joe. Sempre nel 2020, è nata la sua prima collezione in collaborazione con New Balance, in occasione dell’All-Star Weekend NBA tenutosi proprio nella sua Chicago.
Due silhouette iconiche, la 992 e la OMN1S, quest’ultima creata appositamente per omaggiare Kawhi Leonard, in mano ad un ragazzo di quartiere con tanta passione e creatività si sono trasformate in grail inestimabili. “No Emotions Are Emotions” è stato il motto per la collezione in questione, non scelto a caso.
“È più o meno per le persone in un mondo che non parlano ad alta voce di quello che stanno per fare. Lo fanno e basta. Sapete cosa voglio dire? Penso che a volte le persone siano note per dover sempre essere forti e vocali per far passare un punto. Quindi penso che ciò che ‘No Emotions Are Emotions’ significa per me è proprio come, non parleremo di ciò che faremo. Non creeremo una scena. Lo faremo e basta. E questo è un po’ il mio modo di raccontare l’All-Star Weekend. È come se continuassi a mostrare a questi marchi, a queste aziende, che lo faremo e basta”, ha dichiarato Freshgoods per Complex
Contemporaneamente, Joe è stato uno dei principali fautori della rinascita di New Balance negli ultimi due anni. Un approccio intelligente ma riverente all’archivio del brand, un abbraccio di nostalgia verso le epoche ’70 e ’90 del marchio, e una leggera moderazione nel design. New Balance è riuscita a realizzare una cosa rara nella cultura delle sneaker: mantenere un costante senso di novità senza cedere ai trend del momento.
Vedendo i modelli sviluppati da Freshgoods, è facile intuire la libertà creativa lasciata dal brand americano. Non qualcosa di scontato, molto difficile da trovare in altri competitor. Ad esempio, JFG era in contatto con adidas per una release che sembrava molto interessante, ma si è arenata poco dopo.
Solo lo scorso settembre, Joe ha mostrato la capsule mai uscita ufficialmente e ha cercato di trarne il meglio da questo cambio di rotta.
La collezione, intitolata “I Guess I Understand You Now”, è stata rilasciata da Joe esclusivamente a Chicago, con tutti i fondi destinati a sostenere gli studenti della scuola pubblica di Chicago che avevano bisogno di materiale per l’apprendimento a distanza. Una storia che rispecchia la persona di valore di Joe.
Continuare a seguire il percorso di Joe Robinson rappresenta un dovere per chiunque ambisca alla realizzazione dei propri sogni, nel modo più naturale possibile. E proprio in questi giorni la sua ultima collaborazione con New Balance è arrivata sul mercato con grande clamore.

