“Chi era quel tipo che prese a calci nel culo gli aztechi?” chiese. “Cortez” dissi io. Lui grugnì. “Bene, chiamiamole Cortez.”
Phil Knight, 2016, L’arte della vittoria
Questa è una parte della conversazione tenutasi tra Phil Knight e Bill Bowerman nel lontano 1967. Da quel momento la Blue Ribbon Sports, che da lì a poco sarebbe diventata Nike, non sarebbe stata più la stessa.
Immagine NSS Magazine
Per capire meglio come il mito delle Nike Cortez abbia avuto inizio, occorre tornare indietro nel tempo, più precisamente nel 25 gennaio del 1964. Fu questo l’anno in cui Phil Knight, un giovane neolaureato in contabilità, e Bill Bowerman, l’allenatore della squadra di atletica dell’università dell’Oregon, diedero vita ad una piccola società denominata “Blue Ribbon Sports”. L’obiettivo della Blue Ribbon Sports era fin da subito chiaro: importare le Onitsuka Tiger, una scarpa contraddistinta da un’ottima qualità a livello di materiali e da un prezzo moderato rispetto alla concorrenza, dal Giappone agli Stati Uniti occidentali. Parte di quel contratto con Onitsuka Tiger, inoltre, comprendeva anche una fornitura di scarpini per gli atleti dell’università dell’Oregon, per far sì che Bill Bowerman potesse svolgere le sue ricerche volte a renderle più performanti, lavorando a stretto contratto con l’azienda giapponese.

Una di queste scarpe furono proprio le Cortez, che inizialmente vennero chiamate TG-24. A vederle oggi, a distanza di cinquantacinque anni, le TG-24 non rendono molto l’idea di essere delle scarpe performanti, ma all’epoca erano un vero e proprio prodigio della tecnologia applicata al mondo delle calzature sportive. Oltre che per la leggerezza e per i materiali utilizzati, le TG-24 infatti si distinguevano dalle altre scarpe da maratona per via della loro intersuola, che possedeva uno strato spumoso ideale per ridurre l’impatto con il suolo, e per il rialzo posto sul tallone, che diminuiva di gran lunga la possibilità di avere un infortunio al tendine d’achille, una vera e propria piaga per i maratoneti dell’epoca.
Immagine Nike
Nel 1968 il mondo si stava preparando alle Olimpiadi in Messico e quale migliore occasione per mettere in mostra le nuove scarpe nate dal duro lavoro di Onitsuka Tiger e della Blue Ribbon Sports. A differenza di ciò che accade oggi, all’epoca la fama di un brand di calzature sportive passava quasi esclusivamente dal suo successo alle olimpiadi. Per l’occasione il nome di TG-24 venne cambiato in TG-Mexico, in onore della location , ma anche per una questione legata ad una strategia di marketing a livello pubblicitario. Il nome da lì a poco, per volere di Onitsuka Tiger, sarebbe dovuto cambiare nuovamente in TG-Aztec, ma il destino volle che proprio in quel periodo adidas, il brand leader indiscusso nel settore, stesse rilasciando una scarpa chiamata Azteca Gold. Dopo che adidas minacciò di citare in giudizio Onitsuka Tiger e la BRS, le due aziende furono costrette a cambiare il nome in Cortez. La motivazione? Hernàn Cortés fu colui che nel 1500 guidò la spedizione che pose fine all’impero azteco, una trovata semplicemente geniale, che ancora oggi è doveroso che venga sempre ricordata!
Immagine Nike
Grazie alle ottime prestazioni durante le Olimpiadi, le Cortez divennero rapidamente le scarpe più vendute sia di Onitsuka Tiger che della Blue Ribbon Sport. Quello che nessuno poteva immaginare, era che Blue Ribbon Sports stava iniziando a produrre le Cortez all’insaputa di Onitsuka Tiger. Nei progetti dell’azienda americana vi era quello di costituire un nuovo marchio per iniziare a vendere scarpe sportive senza appoggiarsi al brand giapponese. Nel 1971 la Blue Ribbon Sport cambiò ufficialmente il nome in Nike. Il resto è storia!
Nike e Onitsuka Tiger hanno continuato entrambe a produrre le Cortez nonostante la fine del loro contratto di collaborazione? La risposta è affermativa. Nel 1972 Onitsuka Tiger citò in giudizio Nike per la vicenda legata alla produzione delle Cortez. Dal contenzioso ne conseguì che entrambi i brand avrebbero potuto proseguire con la produzione del modello, ma utilizzando dei nomi diversi. Nacquero così ufficialmente le Nike Cortez e le Onitsuka Tiger Corsair.
Immagine NSS Magazine
Immagine The Guardian
Immagine Getty
Immagine Sneaker Freaker
L’incredibile successo delle Nike Cortez non durò molto. Le scarpe divennero ben presto obsolete a livello tecnologico, in quanto il brand americano era già pronto ad ideare nuove scarpe con un aspetto performante migliore rispetto all’ormai datato modello da pista.
Come spesso però la storia ci ha insegnato, una scarpa nata per un determinato ambito può diventare un’icona in un altro completamente diverso. È così è stato anche per le Nike Cortez. L’impatto che hanno avuto le Cortez nel mondo del cinema è qualcosa che pochissimi altri modelli sono stati in grado di replicare. Impossibile dimenticare Farrah Fawcett in uno degli episodi di Charlie’s Angels, mentre indossava proprio le Cortez sullo skateboard, o di Elton John durante l’interpretazione dell’inno nazionale al Super Bowl XXV del 1991. L’apice del suo successo, però, le Cortez lo hanno ottenuto nel 1994 con “Forrest Gump”, film capolavoro interpretato da Tom Hanks. Da lì in poi le Cortez avrebbero fatto per sempre parte della cultura pop.
La fama delle Nike Cortez cresceva anche in strada, soprattutto tra le gang di Los Angeles. È innegabile infatti la correlazione tra Cortez e MS-13 (Mara Salvatrucha), banda nata a partire dagli anni ‘80 con l’obiettivo di proteggere gli immigrati salvadoregni dalle altre gang rivali nell’area di Los Angeles.
Membri della MS-13
Le Cortez divennero un vero e proprio segno di riconoscimento per i membri della MS-13, tant’è che negli anni ‘90 alcune scuole furono costrette a bandirle perché collegate alle gang. Non solo MS-13, anche altre gang come Bloods e Crips erano solite utilizzare le Cortez come uniforme. Questo legame indissolubile con Los Angeles, nel corso degli anni ha poi portato Nike a creare collaborazioni con persone radicate all’interno della cultura di Los Angeles. Ne sono un esempio Mr.Cartoon e Kendrick Lamar, che nel corso di questi anni hanno più volte collaborato con il brand americano per la realizzazione delle proprie versioni dell’iconico modello.
Oggi le Cortez non sono uno di quei modelli che suscitano particolare interesse, soprattutto a tutti colori che si iniziano ad avvicinare o si sono avvicinati da poco al mondo delle sneakers, e questo ci dispiace molto. Un modello con una storia e un’importanza del genere non può e non deve essere dimenticato.
Immagine Sneaker Freaker
Per quest’anno, Union Los Angeles e Nike hanno in serbo una collaborazione che vede protagoniste proprio le Cortez e noi ci auguriamo vivamente che questo modello torni a far parlare di sé e ad avere un ruolo fondamentale all’interno del catalogo Nike.

