Sneakers - July 25, 2022

Nike e Tom Sachs: 10 anni di NikeCraft

Scopriamo insieme come il progetto NikeCraft di Nike e Tom Sachs ha dato vita a sneakers rivoluzionarie

Scopriamo insieme come il progetto NikeCraft di Nike e Tom Sachs ha dato vita a sneakers rivoluzionarie

Sembra passata un’eternità, ma dall’uscita delle NikeCraft Mars Yard 1.0 a quella delle ultime NikeCraft General Purpose Shoe sono passati solamente dieci anni. Dobbiamo partire dall’inizio di questa storia e della carriera di Tom Sachs.

Tom Sachs nasce a New York nel 1966. Dopo aver conseguito la laurea in architettura a Londra, decide di tornare negli Stati Uniti dove inizia a lavorare nello studio di Frank Gehry. Proprio in questo contesto si avvicina al Knolling, ossia una forma d’arte che prevede l’organizzazione di oggetti correlati fra loro e disposti in maniera geometrica con un angolo di 90 gradi. Il Knolling risulterà fondamentale per il suo futuro. 

Immagine Salon94

A metà degli anni ‘90, dopo aver aperto il proprio studio Allied Cultural Prosthetics, la carriera dell’artista inizia a decollare. Sono questi gli anni in cui Sachs inaugura le sue prime grandi mostre personali, ma soprattutto inizia ad affermarsi come artista contemporaneo di fama mondiale. L’estro di Sachs non prende ispirazione solo dal consumismo, nella quale l’artista è completamente “immerso”, ma anche in altre forme d’arte, che a primo impatto potrebbero discostarsi da quelle più comuni. Come affermato da lui stesso “andare sulla luna è stato il miglior progetto artistico del XX secolo”, ed è questa la motivazione per cui Sachs ha creato sculture e installazioni che rappresentano lo spazio e gli oggetti che lo caratterizzano.

Space Program Exhibition

La più famosa è sicuramente “SPACE PROGRAM” del 2007, con la quale Sachs ha ricreato il suo programma spaziale a grandezza naturale, ricostruendo le componenti chiave e le scene del primo allunaggio. “SPACE PROGRAM” non solo ha catturato l’attenzione di tutto il mondo dell’arte, ma ha anche quello di numerosi brand. In questo contesto entra in scena Nike.

NikeCraft Mars Yard 1.0

Sebbene la prima scarpa in collaborazione tra Nike e Sachs sia uscita ufficialmente nel 2012, i primi contatti tra il brand e l’artista risalgono al 2009. Esistono due diverse versioni dei fatti: la prima, come descritta nel libro “Sneakers” di Khan e French uscito nel 2017, è che durante un evento tenuto da Sachs a Parigi, l’artista americano vide Mark Parker e da un dibattito che verteva su alcune scarpe Nike mal riuscite, ne uscì l’idea di collaborare. La seconda, invece, risale al periodo del progetto Nike “Stages” del 2009. Proprio in quell’occasione, Tom Sachs disse a Mark Parker che le scarpe progettate da Nike non si adattavano alle esigenze del suo team e per questo motivo il CEO del brand americano invitò l’artista americano a realizzare la propria versione di Nike.

Non importa quale delle due versioni sia quella vera, quello che conta è che da questo incontro, dopo tre anni di studi e sviluppi, nacquero le NikeCraft Mars Yard 1.0. Le scarpa furono progettate per Tom Rivellini, il creatore degli airbag utilizzati nelle missioni Mars Rover. Le prime Mars Yard furono realizzate partendo da una suola Nike SFB sulla quale venne applicata una tomaia in Vectran, lo stesso materiale utilizzato per gli airbag dei Mars Rover. Per il colore, Sachs e Nike scelsero il rosso, il beige e il marrone chiaro, uno schema colori che poi diventerà il marchio di fabbrica delle collaborazioni del duo. 

Immagine Park Avenue Armory

Le scarpe vennero presentate durante la mostra “SPACE PROGRAM 2.0: MARS” tenutasi al Park Avenue Armory di New York. Insieme alle prime Mars Yard, venne lanciata anche una capsule collection NikeCraft comprendente diversi pezzi di abbigliamento, tutti contraddistinti dall’utilizzo di materiali tecnici come airbag, vele e molto altro ancora.

Non tutte le storie però hanno un lieto fine. Se da una parte le prime Mars Yard erano un capolavoro dal punto di vista del design e del progetto in sé, dall’altra i materiali utilizzati non erano molto adatti. Nonostante le scarpe avessero superato i test di abrasione, di forza e di piegatura, il Vectran, per quanto fosse un materiale resistente e durevole, non era adatto a essere utilizzato sulle sneakers, portandolo a rovinarsi prima del previsto. Le scarpe quindi rimasero un capolavoro che tuttavia non poteva essere utilizzato per l’uso quotidiano.Quello stesso anno, Tom Sachs, in collaborazione con Cole Haan, realizzò anche una brogue contraddistinta dalla presenza dello swoosh nel pannello centrale. Al progetto lavorò anche Salehe Bembury, che all’epoca ricopriva il ruolo di Innovation Designer per Cole Haan. Le scarpe non vennero mai rilasciate, ma furono regalate esclusivamente allo staff di “SPACE PROGRAM 2.0: MARS”.

NikeCraft Mars Yard 2.0

Come ammesso dallo stesso Sachs ad Esquire, il “fallimento” delle prime Mars Yard gli creò non poco imbarazzo. La svolta arrivò quando Mark Parker propose a Sachs di creare una nuova versione delle Mars Yard. Se in un primo momento per l’artista la proposta ricevuta poteva sembrare “puro commercialismo”, ben presto si rivelò invece l’occasione giusta per liberarsi dal fantasma delle Mars Yard 1.0. Nel 2017 nacquero così le NikeCraft Mars Yard 2.0 ad un primo sguardo identiche alle 1.0 per via dello stesso schema colori e dello stesso design, ma in realtà diverse. 

Immagine Hypebast

Le scarpe infatti vennero stravolte completamente a livello strutturale e di materiali utilizzati. Il Vectran venne sostituito con una rete Tricot in poliestere molto più traspirante e soprattutto in grado di ridurre i punti di calore all’interno della scarpa, dai quali poi ne scaturiva un maggior deterioramento. La tongue venne fissata alla tomaia in maniera più resistente rispetto alla prima versione e anche la suola SFB venne leggermente modificata per permetterne un miglior utilizzo sull’asfalto. Una curiosità che non molti sanno è che le Mars Yard 2.0 furono create appositamente con un design e dei materiali che consentissero una maggior amplificazione delle macchie. 

Sachs ha più volte dichiarato di detestare il fatto che le sue sneakers venissero vendute a prezzi folli o addirittura stoccate nelle scarpiere per non essere utilizzate. Per questo motivo creò una scarpa in grado di sporcarsi nel minor tempo possibile. Inizialmente le scarpe furono vendute  esclusivamente negli “Space Camp” di New York e Londra, per poi essere nuovamente rilasciate in pochissime quantità qualche settimane dopo su Nike. Nel 2019, due anni dopo la prima release ufficiale, le Mars Yard 2.0 vennero rilasciate anche in taglie Pre-School e Toddler.

NikeCraft Mars Yard Overshoe

Nel 2018, Nike e Tom Sachs tornarono a collaborare con le Mars Yard Overshoe. Queste scarpe sono delle Mars Yard 2.0 caratterizzate da un’intersuola azzurra e completamente avvolte da una membrana in Dyneema, un materiale ultra leggero e resistente che si trova nelle vele e nelle cime delle barche.

Tutti questi dettagli rendono le Mars Yard Overshoe le sneakers perfette per tutte le condizioni atmosferiche. Le scarpe vennero lanciate esclusivamente tramite raffle da Dover Street Market a Londra a seguito della première del film di Sachs “Paradox Bullets”. Qualche mese più tardi le Mars Yard Overshoe arrivarono anche sugli scaffali di selezionati negozi. Insieme alle scarpe venne lanciata anche una capsule collection denominata “NIKECRAFT Transition Collections” che comprende il famigerato poncho esplosivo.

NikeCraft Mars Yard 2.5

Verso la fine del 2020, Sachs venne avvistato con ai piedi quelle che sembravano essere una nuova versione delle Mars Yard. La versione in questione era a tratti simile alle OG, ma si contraddistingueva dalla prima per via di alcuni pannelli in TPE e da una parte in gomma nera posizionata sul toebox. Dopo alcuni rumors, lo stesso Tom Sachs rivelò che in realtà si trattava delle NikeCraft Mars Yard 2.5, un prototipo creato per uno scopo ben preciso: un test di usura. Sachs, tramite i suoi profili social, chiese al pubblico di creare un video di un minuto nel quale le persone avrebbero dovuto spiegare i motivi che avrebbero portato l’artista a sceglierli come tester. I pochi vincitori, in tutto 150, ebbero la fortuna di ricevere a casa il proprio paio di Mars Yard 2.5 per poi condividere i feedback con il team di Tom Sachs. In caso di rottura e danneggiamento delle scarpe, i partecipanti potevano spedire le scarpe al team di Sachs che, dopo averle sistemate ed igienizzate, le avrebbe spedite nuovamente ai partecipanti.Purtroppo non ci fu un lieto fine per i fortunati 150 dato che dovettero restituire le sneakers al termine del periodo di test.

NikeCraft General Purpose Shoe

L’ultimo capitolo della collaborazione tra Nike e Tom Sachs, ha visto la release della NikeCraft General Purpose Shoe, una scarpa che per certi tratti assomiglia alle Killshot

Immagine Sole Collector

A differenza delle versioni precedenti, le NikeCraft General Purpose Shoe sono caratterizzate da colori un po’ più spenti e da un utilizzo di materiali più classici come mesh e suede.  Le scarpe sono già uscite sul sito di NikeCraft, ma nei prossimi mesi, oltre all’arrivo di nuove colorazioni, sembrerebbe previsto anche un restock sostanzioso della prima colorazione grigia. Secondo alcuni rumors, lo scopo di Tom Sachs è quello di rendere le General Purpose Shoe una scarpa accessibile a tutti grazie a uno stock molto elevato.