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Marzo 14, 2022

Sneakers e Custom: Davide Perella

In questo episodio della serie abbiamo chiesto a Davide Perella di raccontarci la sua personale visione e di mostrarci alcuni dei suoi lavori preferiti.

In questo episodio della serie abbiamo chiesto a Davide Perella di raccontarci la sua personale visione e di mostrarci alcuni dei suoi lavori preferiti.

Giada Giacomazzo Header

In questa serie di interviste Sneakers e Custom abbiamo intervistato Davide Perella, Art Director e Graphic Designer che ama creare nuovi capi utilizzando i loghi dei brand, trovando nuove e geniali applicazioni. Scopri ora la sua storia e i lavori a cui tiene di più.

In questo episodio della serie abbiamo chiesto a Davide Perella di raccontarci la sua personale visione e di mostrarci alcuni dei suoi lavori preferiti.

La seguente intervista è stata leggermente modificata.

DAVIDE PERELLA: Sneakers e Loghi

Giada: Sei un Art Director e Graphic Designer, ormai da anni trapiantato a Milano. Oltre alle varie collaborazioni di cui ti occupi, ami giocare graficamente con i brand, mescolandoli. Il tuo profilo instagram è una galleria di oggetti che probabilmente tutti vorremmo che venissero prodotti. Che cosa ti piace di questa pratica?

Davide: Adoro l’idea di avere la libertà di poter pensare a qualche oggetto inedito, mai realizzato da nessuno prima, mescolando brand che derivano da mondi totalmente diversi e fonderli per creare nuovi prodotti.

G: Che rapporto hai con le sneakers?

D: Le sneakers sono sicuramente una delle mie passioni, mi piace collezionarle ma non amo l’idea di tenerle chiuse nelle loro scatole, mi piace averle dove posso vederle, ai miei piedi. Oltre ai modelli intramontabili come le Nike Air Force 1, Nike Dunk o Air Jordan 1 che sono sicuramente delle icone per gli sneakerhead, faccio ricerca per scoprire nuove shape di brand da tutto il mondo, uno dei miei preferiti è Li-Ning che ho scoperto a Pechino e trovo che abbia dei design molto interessanti.

G: Custom design: per te cosa rappresenta e cosa trovi sia stimolante nel processo artistico di quello che fai?

D: Per me il custom design è dare nuova vita a una sneaker, un capo o a un qualsiasi oggetto lasciando una traccia nuova che è lo stile personale. Questo fenomeno ha preso tantissimo piede negli ultimi anni espandendosi nei settori più vari. Per me la parte più stimolante di questa pratica è veramente tutto il processo: l’idea, la progettazione, la realizzazione e infine toccare il prodotto con mano. La cosa più bella credo sia proprio questa: vedere che una cosa che avevo nella mia testa è lì, davanti a me, proprio come l’avevo immaginata prima di iniziare.

G: Se dovessi scegliere il progetto di cui sei più orgoglioso, quale sarebbe?

D: Non penso di riuscire a scegliere un progetto in particolare, ogni cosa che ho realizzato ha degli aspetti che apprezzo e che ritengo importanti. Forse più che di un progetto credo che la cosa che mi rende più orgoglioso sia l’essere riuscito a dare la mia impronta riconoscibile e personale a tutto quello che faccio.

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G: Se dovessi creare un oggetto di un marchio di cui fino a oggi non hai mai realizzato custom: quale sarebbe e perché? Che oggetto ti immagini?

D: Oltre alle sneakers sono un amante degli accessori, probabilmente sceglierei di customizzare una borsa di Prada dandole un nuovo utilizzo con una forma innovativa e riconoscibile.