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Gennaio 28, 2022

Last updated on Febbraio 7, 2022

Co.JP: il Programma che ha cambiato Nike

Scopriamo insieme come il programma Co.JP ha spalancato le porte al successo di Nike nei primi anni 2000.

Scopriamo insieme come il programma Co.JP ha spalancato le porte al successo di Nike nei primi anni 2000.

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In questi ultimi anni probabilmente vi sarà capitato di vedere la sigla Co.JP(Concept Japan) associata al nome di alcune release Nike. E magari vi sarete anche domandati come mai ci fosse tutto questo hype, soprattutto da parte dell’amico sneakerhead un po’ più vecchiotto. La risposta è molto semplice: il programma Co.JP ha fatto la storia della sneaker culture e non solo. 

Per spiegarlo, occorre tornare indietro nel tempo e più precisamente nel 1999. Proprio in questi anni Nike, un brand relativamente giovane al tempo, stava muovendo i primi passi verso quella che da lì a poco sarebbe stata la chiave del suo successo planetario. Nel 1999, infatti, è doveroso ricordare alcuni avvenimenti importanti per Nike, che hanno cambiato per sempre la storia del brand e della sneaker culture. Il primo è stato l’avvento della prima collaborazione della storia di Nike, che ha visto protagoniste le Air Kukini e le Zoom Heaven, entrambe rivisitate da Junya Watanabe, designer leggendario di COMME des GARÇONS. Come se non bastasse proprio in quell’anno Nike ha dato anche vita NIKE iD, un programma online esclusivo con il quale gli utenti potevano personalizzare le scarpe tra una serie di opzioni pagando un sovrapprezzo di solamente 10$. Partendo da una vendita di circa 400 unità al giorno, inizialmente i modelli personalizzabili erano solamente due, le Air Turbolence e le Air Famished, ma ben presto sia le silhouette personalizzabili che le quantità prodotte sarebbero aumentate vertiginosamente, fino ad arrivare a quello che è

Le sorprese quell’anno però non erano ancora finite. Per stare al passo con una scena che era sempre più rapidamente in espansione, nel 1999 Nike ha dato vita ad un programma basato su una serie di release destinate solamente a determinate parti del mondo (America, Asia o Europa). Fra queste erano presenti appunto le Co.JP, destinate esclusivamente al mercato giapponese. A differenza delle altre, le release Co.JP erano contraddistinte da un design molto stravagante e particolare, che si allontanava di parecchio dai canoni estetici del momento, dovuto al contributo degli store nipponici e di alcune figure molto rilevanti all’interno del panorama orientale, come per esempio Hiroshi Fujiwara e Hommyo Hidefumi. 

Naturalmente uno dei fini di questo progetto era quello di suscitare interesse anche oltreoceano. E così è stato! Le release Concept Japan, oltre ad anticipare di anni i processi creativi che sarebbero poi divenuti la fortuna stessa dei brand, sono servite a creare rapporti e connessioni tra persone accomunate dalla stessa passione (che poi è quello a cui stiamo assistendo oggi a distanza di oltre vent’anni). Il programma Co.JP non solo ha dato vita ad alcune delle sneakers più belle di sempre e ancora oggi oggetto di culto tra i collezionisti di tutto il mondo, ma ha anche gettato le basi di quella cultura a cui noi siamo abituati oggi.

Se parliamo di release Co.JP, quindi non possiamo non far a meno di citare le Air Force 1 e le Dunk, che sono state le assolute protagoniste di questo periodo storico, senza però dimenticarci delle Air Jordan 1 e delle Air Max 1. Per questo motivo abbiamo deciso di selezionare  le migliori cinque release Concept Japan della storia.

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Nike Air Force 1 Low Linens (Co.JP)

Se chiedete a Fat Joe qual è la sua scarpa preferita di sempre, lui vi risponderà sempre con quattro semplici parole: Air Force 1 “Linen”. E non è l’unico a pensarla così. È il caso per esempio di Ronnie Fieg, che per esprimere tutto il suo amore verso questo modello e questo periodo storico, ha deciso di riproporre le “Linen” come Kith Exclusive all’Art Basel di Miami nel 2016. Le Air Force 1 “Linen” sono una di quelle release leggendarie che hanno segnato per sempre la storia della sneaker culture.

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Nike Dunk Low Ugly Duckling Purple

Fra i migliori pack di sempre proposti da Nike, troviamo sicuramente l’Ugly Duckling Pack. Se scorrete l’archivio di Nike prima del 2001, farete fatica a scorgere scarpe contraddistinte da toni così accesi. Il motivo è semplice: i canoni estetici del tempo puntavano più sui colori neutri con una particolare attenzione all’aspetto tecnologico. Le Nike Dunk Low “Plum”, invece, insieme alle sorelle “Veneer” e “Ceramic”, sono state qualcosa di completamente diverso. Prendono ispirazione dal piumaggio dei brutti anatroccoli ed utilizzano materiali che vi faranno innamorare.

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Nike Air Force 1 Low Ueno Sakura (2005)

Ci troviamo davanti a un vero capolavoro. Le Air Force 1 Ueno “Sakura”, sono una di quelle scarpe che almeno una volta nella vita abbiamo tutti desiderato possedere. Le scarpe sono state progettate nel 2005 da Shigeyuki Kunii di Mita Sneakers, uno tra i più importanti store asiatici. Come se non bastasse le AF-1 Ueno sono state inserite all’interno di uno special box di legno con su incisi dei fiori di ciliegio, gli stessi che impreziosiscono il toebox. Ad oggi, nonostante non si sappia il numero preciso di paia prodotte (si vocifera 500), le Air Force 1 Ueno “Sakura” sono una tra le Air Force 1 più costose di sempre.

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Nike Air Force 1 Low Retro Cocoa Snake (2018)

Le Air Force 1 “Cocoa Snake” sono quelle scarpe che riescono ad essere eleganti e raffinate, anche se metà della tomaia è composta da snakeskin leather. La release di queste Air Force 1 nel 2001 in Giappone è stata una delle prime dimostrazioni di come gli americani amassero le Concept Japan. Trovarne un paio del 2001 in vendita è un’impresa veramente ardua date le quantità estremamente limitate. , ma per fortuna nel 2018 Nike ha deciso di dare vita a una degna versione retro delle Air Force 1 “Cocoa Snake”

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Nike Dunk Pro Low Viotech (2002)

Rilasciate per la prima volta nel 2002. le Dunk Low “Viotech” sono la perfetta essenza di come doveva essere una release Concept Japan. Produrre una scarpa con una tomaia contraddistinta dalla presenza di sette colori diversi divisi in pannelli è stata un’impresa ardua se pensiamo a quegli anni. Nonostante questo le Dunk Low “Viotech” hanno fatto breccia nel cuore dei collezionisti, tant’è che Nike sia nel 2013 che nel 2019 ha rilasciato le versioni retro.