Dopo l’episodio sulle Dunk, torna Oltre la passione, la rubrica che mette a confronto due collezionisti che hanno vissuto a pieno lo sneakergame, ma in due momenti storici differenti. Questa volta il focus è su quella che da molti viene considerata la regina di tutte le sneakers: la Air Force 1.
I nostri protagonisti sono Riccardo Queri (classe 1987), perugino fino a 29 anni, adottato poi da Milano per ragioni lavorative (che non hanno nulla a che fare con le sneakers). Le sue tre più grandi passioni? Le scarpe, lo sport e la musica. Quale nasce prima? È un pò come capire se è nato prima l’uovo o la gallina. Il secondo è Andrea Procida, classe 1994, milanese dalla nascita e dipendente Nike da quasi due anni. Si avvicina al mondo delle sneakers verso la fine della terza media, proprio quando la sua carriera da Writer fallito stava per decollare. La scarpa preferita che utilizzava quando metteva le MTN Black o le Kobra nello zaino? Ovviamente le Air Force 1.
Partiamo con le domande.
Domanda di rito, come è nata la tua passione per le scarpe, in particolar modo per l’ Air Force 1?
Riccardo: Tutto ha inizio al primo anno di superiori. La mia routine giornaliera iniziava con la colazione e MTV che passava i video rap. Io ero completamente ipnotizzato. Non sapevo nulla dell’hip hop all’epoca, non sapevo neanche come si chiamavano le canzoni visto che ricordo abbastanza bene che in quel periodo non facevano vedere i titoli all’inizio delle canzoni. C’era un’altra cosa che non riuscivo a capire però: le Nike bianche che tutti (ma proprio tutti eh) i rapper avevano in quei video (Fat Joe Lean back – Nelly air force 1s). Ho capito che scarpe erano quando, nei primi 2000, ho visto nel Footlocker della mia città le Air Force 1 NYC Footlocker Exclusive, che tra l’altro non ho comprato! Mi mangio ancora adesso le mani. Le volevo tutte bianche, quella scritta NYC all’epoca non mi andava giù, e a Perugia non riuscivo a trovarle. Fui costretto a farmi portare a Roma dai miei genitori per prenderle. Oltre a questo, un altro fattore importante era la passione per il basket che proprio in quegli anni mi ha assorbito e in qualche modo cambiato la vita. I giocatori NBA all’epoca fuori dal campo indossavano solo Air Force 1 bianche, in patent leather o custom. È stato naturale legarmi a questa scarpa in quegli anni.
Andrea: Diciamo che in qualche modo le scarpe mi sono sempre piaciute fin da piccolo. Stressavo sempre mia mamma per comprarmele. Se devo pensare però al momento in cui sono entrate a far parte della mia vita, azzarderei nel biennio 2006/2007. Proprio in questo periodo sono entrato per la prima volta a contatto con la cultura street/hip-hop, grazie ad alcuni amici più grandi con i quali andavo a scrivere in giro per Milano. Tra le scarpe più gettonate fra i Writer in quel momento c’erano anche le Air Force 1. Non so per quale motivo in particolare, ma penso che sia stato per il semplice fatto che era una delle scarpe del momento. Le avevano tutti e le volevo avere anch’io. Presi le prime low e mid da footlocker a Milano, rigorosamente bianche, forse nel 2007. Nello stesso periodo usciva da Footlocker la collezione End To End di adidas, un progetto che vedeva protagoniste alcune silhouette, tra le quali Stan Smith e Superstar, in collaborazione con dei Writer. Le mie preferite ricordo che erano quelle di Jersey Joe e Cope2. Naturalmente volevo e dovevo averle tutte, ma non ce l’ho mai fatta. Se ci penso adesso, questo pack non ha fatto altro che aumentare la mia passione per le scarpe. Mi piaceva mettere scarpe strane e diverse cosicché, in qualche modo, avrei potuto attirare l’attenzione dei miei amici. Ricordo ancora quando presi le Air Force 1 Eddie Cruz da Special a Milano. Presi insulti per giorni. Naturalmente non sapevo chi fosse Eddie Cruz e non sapevo cosa fosse UNDEFEATED, ma ero soddisfatto di avere una scarpa che sostanzialmente era un pugno in un occhio. Il bello di questo mondo è anche questo! Scoprire le scarpe che avevi da bambino/ragazzino quando ormai sono passati 10 anni. In questo hanno avuto un ruolo importante e fondamentale le community di sneakers su Facebook, come Swap Meet Italia, dove tra l’altro ho anche conosciuto Riccardo. Senza di loro probabilmente avrei continuato a comprare scarpe senza sapere il meraviglioso mondo che si nasconde dietro.
Nelly – Air Force Ones ft.Kyjuan, Ali, Murphy Lee
Se dovessi scegliere una Air Force dal Nike Chamber of fear Pack di Lebron, quale sceglieresti? Perché?
Riccardo: Questo è un pack devastante! Sono un fan di LeBron dal giorno zero, anzi -1. Ho visto una sua partita di HighSchool, non era neanche all’ultimo anno e già la St Vincent St Mary di Lebron contro Oak hill di Carmelo veniva trasmessa su Sky (o forse era ancora Telepiù). Il pack è perfetto: concept, spot, colorazioni e distribuzione. Le paia hanno l’incisone laser con la location di dove sono state vendute. Mi pare fossero cinque città in tutto il mondo. Ovviamente non ne possiedo nessuna ma se ne dovessi scegliere solo una opterei per la “Complacency”. Il color blocking grigio e azzurro a me piace moltissimo!
Andrea: Qui, secondo me, ci troviamo davanti ad uno dei più grandi pack di sempre fatti da Nike. Voglio precisare che non seguo il basket e di conseguenza non sono un fan di Lebron, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare. È tutto perfetto, a partire dalla campagna pubblicitaria alle scarpe in sé. Non ne ho manco una, anche se durante il primo lockdown ammetto di esser andato vicino proprio alla Hype. Purtroppo l’affare è sfumato per 50 euro. Non mi arrendo, come sempre. Primo o poi l’avrò. Nel caso non si fosse capito, è proprio questa la mia preferita.
La Air Force più bella che hai? Quella più brutta? Il tuo grail in assoluto invece?
Riccardo: Posso dirne 2? Tra quelle che ho sono le Air Force di Stash e quelle di Mita. Non saprei quale mettere prima. Da buon italiano è un po’ come scegliere la pasta o la pizza. Per me sono sempre state scarpe irraggiungibili. Le vedevo in foto e pensavo: “queste non le avrò mai”. Avevo diciassette anni e spendere tutti quei soldi per me era una follia, soprattutto su internet. Nonostante la tecnologia ad oggi mi dia il pane, all’epoca non ero un precursore degli acquisti online. Ci andavo piuttosto cauto. Dai, non sapevi manco se ti arrivasse o meno nel 2004! Anni dopo sono fortunatamente riuscito ad ottenerle entrambe. La “Mita” me la sono regalata per la laurea magistrale mentre la Stash l’ho comprata quando ho saputo con grosso anticipo che Stash sarebbe venuto a Ginnika. Sono stato mesi interi a cercarla su internet e l’ho presa ad un prezzo vicino a retail. Destino vuole che poi a Ginnika non ci sono mai arrivato visto che la mia auto ha voluto rompersi a Bologna. Fortunatamente avevo un amico con me (un saluto a Marco), che ha preso il treno e si è fatto firmare la scarpa al posto mio. Il mio scheletro nell’armadio è la “Michael Vick” Air Force 1 Mid, figlia di un tempo in cui avrei comprato qualsiasi scarpa arrivata sugli scaffali dei negozi a Perugia. Il mio grail assoluto, invece, è la Ueno, è semplicemente una scarpa perfetta. Change my mind. No, non ci riuscirete mai!
Andrea: La Air Force 1 più bella che ho è la Roc-A-Fella. Anzi, se devo proprio essere sincero, ancora oggi non ho avuto modo di averla tra le mie scarpe poiché l’amico che me la deve spedire si è purtroppo fatto male e non ha ancora avuto modo di mandarmela. Mi porto avanti ed è come però se fosse già con me. Per me questa scarpa racchiude tutto. È una Air Force 1 Low, è bianca, la tomaia è fatta con una pelle super burrosa e soprattutto c’è lo zampino del mio rapper preferito, Jay-Z. La miglior scarpa di sempre incontra semplicemente il miglio rapper di sempre.
A differenza di Riccardo al momento non ho scheletri nell’armadio. Le scarpe che ho, mi piacciono tutte. Anche perché, sì sono un accumulatore seriale, ma se una scarpa non mi piace non la compro. Soprattutto se mi sta male addosso. Per quanto riguarda i grails della vita, voglio menzionarne due. Il primo è “arrivabile” e si chiama Air Force 1 “Linen”, sia quelle Co.JP del 2001 sia quelle Kith Esclusive del 2016. L’importante che sia “Linen”. La seconda rimarrà un sogno nel cassetto: si tratta della Air Force 1 UNDFTD Entourage “Fukijama”. Si dice siano state prodotte circa 100 paia, metà delle quali date ai personaggi del cast della serie televisiva americana. Un paio su StockX c’è, ma mi mancano i 10K.
Raccontaci un aneddoto che ti viene in mente quando si parla di Air Force 1.
Riccardo: Ne ho uno bello, ma devo fare un collegamento con un personaggio che per me è davvero un role model: Bobbito Garcia. Bobbito è davvero un catalizzatore di tutti gli aspetti che amo di questa cultura. Collezionista e conossieur incredibile, DJ e collezionista di vinili House/Soul/Funk/Jazz, pioniere dell’hip hop (consiglio il documentario “stretch & bobbito radio that changed lives”) e street ball legend. Ho sempre trovato incredibile come una persona che vive nel bronx e che ha 20 anni in più di me, ami le stesse cose che amo io. Come direbbe Common: “How many nations this culture connected”. La connessione con le Air Force è netta visto che Bobbito Garcia ne ha disegnate parecchie, ma stranamente l’aneddoto riguarda lui di persona e non la scarpa. Era nella mia città per una serata in un club, come DJ, una vera bomba. Io ero lì sotto a ballare, ma il promoter la sapeva lunga e il giorno dopo ha allestito un canestro in pieno centro. Bobbito non poteva non esserci! Era lì a fare trick in palleggio per la gente che passava a ritmo hip hop. Ovviamente mi sono presentato e ho chiesto un alley hoop indicando con il dito il canestro. SDENG, primo ferro, schiacciata al volo sbagliata davanti a tutti. Shit happens! Ma almeno Bobbito mi ha messo un alley hoop!
Andrea: Ricordo che quando presi la mia prima Air Force 1 Mid bianca (ci tengo a precisare che l’AF-1 nera non l’ho mai avuta e mai l’avrò) la trattavo come se fosse mia figlia. Diciamo che era anche un po’ per fare un torto a mia madre che diceva che le scarpe bianche non andavano bene visto che si sporcavano subito. Io da buon testardo quale sono, me ne fregavo altamente. Una volta mi venne la brillante idea di metterla per andare a scrivere. Destino volle che mentre provavo il tappino (un fat tra l’altro, ossia il tappino che ti permette di avere un tratto molto largo) del mio argento preferito, quest’ultimo si intoppasse. Naturalmente per cercare di sbloccarlo ( spesso ci si soffiava anche dentro) mi sporcai tutto perché la vernice continuava ad colare ed uscire a singhiozzi. Oltre alla mia bellissima maglia di Wesc, appena comprata tra l’altro, a farne le spese furono anche le mie amate Air Force 1 ancora belle bianche. Tornato a casa naturalmente nascosi tutto a mia mamma perché sentivo già le urla. Una volta accortasi delle macchie, per la maglia diedi la colpa alla verniciatura della bicicletta del mio amico. Naturalmente inventata! Per le scarpe, mi inventai una specie di custom ancor prima che i custom andassero di moda o sapessi cosa fossero. Presi due bombolette, una azzurra e una blu scuro e ci colorai l’Air Force 1 di proposito. Naturalmente presi il super “cazziatone”, ma con la scusa del “lo hanno fatto anche i miei amici”, riuscii a nascondere ancora una volta a mia mamma cosa facevo quando uscivo al pomeriggio. Questa volta però non era inventata, il mio custom fece partire veramente un trend tra i miei amici. In molti presero scarpe vecchie bianche e si misero a colorarle con le bombolette.
Qual è l’ultima Air Force 1 che hai comprato? La prossima che comprerai invece?
Riccardo: L’ultima Air Force 1 che ho comprato è la Air Force 1 “Shibuya Exclusive” nera uscita ad Halloween l’anno scorso. L’ho presa qualche giorno fa ad un buonissimo prezzo e sono super soddisfatto. A me piace molto. La prossima che spero di riuscire a prendere, è l’Air Force 1 Size? Exlusive “Manchester”. Veramente ben fatta.
Andrea: Le ultime Air Force 1 che ho prese sono state le Nike By You uscite ultimamente su Nike App, quelle con l’opzione del safari Print. Ne hanno fatte due. Una uguale e identica alle Air Max 1 Safari in collaborazione con Atmos del 2002 o alle ultime Nike SB Dunk se vogliamo essere più recenti. L’altra invece prende ispirazione dalla Air Max 1 “Elephant” che è senza dubbio una delle mie scarpe preferite nonché per me la Air Max 1 più bella di sempre. La prossima AF-1 che comprerò invece sarà la “Linen”. Ne sono quasi sicuro. Oppure l’ennesima Air Force 1 Low bianca, Quella non stanca mai.